Santa Flavia Domitilla

Flavia Domitilla, figlia di Domitilla minore, (Roma, I secolo - Ponza 7 maggio 95-100) era la nipote dell'imperatore romano Vespasiano. Alcune fonti la considerano una convertita al giudaismo o alla fede cristiana.

Nacque intorno all'anno 60 d.C. nella famiglia degli imperatori Flavi della Roma antica. Sua madre, Flavia Domitilla minore, era figlia del futuro imperatore Vespasiano (69–79) e di Flavia Domitilla maggiore e sorella dei futuri imperatori Tito (79–81) e Domiziano (81–96).

All'età di soli 9 anni perse la madre, crescendo negli ambienti del consolato romano fino a sposare un suo cugino, il console Tito Flavio Clemente, nipote di Tito Sabino, il fratello maggiore del nonno Vespasiano.

Il vescovo cristiano Eusebio di Cesarea (265–340) scrive nella sua Storia ecclesiastica: "In quel tempo la dottrina della nostra fede brillava tanto che anche gli autori estranei alla nostra tradizione non esitarono a tramandare nelle loro storie la persecuzione e i martirii avvenuti in essa. Indicano anche il tempo preciso, dicendo che nel quindicesimo anno di Domiziano, fra moltissimi altri, Flavia Domitilla, figlia di una sorella di Flavio Clemente, allora uno dei consoli di Roma, è stata condannata, per avere dato testimonianza a Cristo, ad essere relegata nell'isola di Ponza.

In un'altra opera sua, il Chronicon, che sopravvive in una traduzione fatta da san Girolamo (c. 340–420), Eusebio indica il nome di un autore che dà informazioni simili a quelle citate nella Storia ecclesiastica: in relazione dall'anno 16 di Domiziano (96 d.C.), nell'Olimpiade 218, dice che "Bruttius scrive che sotto Domiziano molti cristiani furono martirizzati, tra cui Flavia Domitilla, nipote dalla parte di sua sorella del console Flavio Clemente, relegata all'isola di Ponza per essersi dichiarata cristiana.

Giorgio Sincello (morto dopo 810), ripete il testo del Chronicon di Eusebio, e aggiunge che Flavio Clemente morì per Cristo, essendo così il primo a dire che questo console del primo secolo era cristiano.[9][10] Nel citare Eusebio, Sincello dice che Domitilla era ἐξαδελφή (exadelphe) di Clemente, termine che può significare anche "cugina" e non solo, come Girolamo lo interpretò, "nipote".

San Girolamo, nello scrivere della morte nel 404 di Paola romana, dice che questa pia vedova, nel suo viaggio da Roma alla Terra Santa, fece scalo nell'isola di Ponza, "celebre per l'esilio di Flavia Domitilla, la più illustre donna del suo tempo", e visitò "le cellule dove essa subì un lungo martirio".